Studenti capovolti al Convegno internazionale Flipnet

Emozioni forti sabato 24 febbraio 2018. Al Convegno Internazionale Flipnet sulla didattica capovolta dal titolo "Collaborare per imparare" hanno partecipato i miei studenti, come relatori. Hanno raccontato tre anni di scuola, tre anni di immagini, tre anni di lavoro insieme. Diciassette ragazzi e ragazze di tredici e quattordici anni, al primo anno della scuola superiore, si sono organizzati per parlare tutti e tutti hanno parlato, descrivendo il sentire e il fare di una classe capovolta. Sono stati magici nella loro assoluta spontaneità, empatia e naturalezza. Davanti a duecento docenti, senza paura, ritti in piedi col microfono in mano. E con loro quasi venti genitori, ad assistere all'intervento, ma anche a tutto il Convegno. Mi sono sentita orgogliosa e onorata, di averli accompagnati lungo questi sentieri, talvolta scoscesi, talvolta assolati, ma sempre innamorati. Perché è così che nasce l'apprendimento: da un amore condiviso, da una passione sfrenata per le persone, da un rispetto per i tempi e gli spazi dell'altro, senza pretendere di mostrare potere o consenso. Credo in una scuola fatta così: di relazioni, di abbracci, di possibilità, di attese, di sfide, di gioia quotidiana, di lacrime. Mai separata dalle emozioni, mai irreale, mai immacolata e asettica. Questa è l'unica scuola che voglio abitare e forse non è l'unico modo perché imparino tutto, ma è la via più efficace perché imparino ad essere se stessi e a sapersi ritrovare dovunque si trovino, senza perdersi con coraggio. Perché siano protagonisti di ciò che imparano, critici e coraggiosi. L'amore è una leva potente e non possiamo fare questo lavoro senza pensare ai nostri studenti come persone, come misteri da esplorare ma con il loro consenso. Un'altra scuola è possibile. Sabato l'abbiamo vista e respirata, davvero. Grazie a chi quella scuola l'ha vissuta in prima persona.

Commenti

ThingLink

Post più popolari